Il ristorante Porto Adriano

Ci sono dei buoni ristoranti (abbastanza), dei ristoranti eccellenti (pochi) e dei ristoranti mediocri (sempre troppi). Poi ci sono tavole calde, osterie, bettole e accoglienti casettine. Vi sono anche luoghi colorati dove il cibo si trasforma in sbobba colorata e dai gusti improbabili.
Ogni tanto si trova un luogo dove ha un senso accomodarsi per metter prova ai propri sensi. Porto Adriano, a San Cataldo, spiaggia di Lecce, questo è.
Non è un posto per tutti, non si dispiacciano i cultori delle "arie e delle spume", né gli agiografi dell’ardito. Porto Adriano è un porto, luogo di confine tra l’acqua mobile del mare e la terraferma, orizzonte che distingue il solido al di qua e il mutare dell’al di là, e dove il pesce è fresco come lo sono i frutti di mare. La cucina è delicatissima, capace di arricchirlo di quel pochissimo che basta a renderlo indimenticabile.
Non è un posto per tutti il Porto Adriano, non ci si affolli. È posto per menti colte, capaci di distinguere la dolcezza di un carpaccio di orata e l’acidulo del gambero crudo, di godere della croccantezza dei totani saltati nell’olio bollente e dei profumi di uno spaghetto accompagnato da un astice o da un pout pourri di frutti di mare, appena rinverditi da due foglie di prezzemolo e una macinata di pepe.

Nulla è invasivo al Porto Adriano, tutto fluisce con una delicatezza ed una armonia che hanno gli occhi di Fabio e il sorriso di Mary: giovani, belli, e freschi come i ricci di mare quando è il tempo.
Non c’è posto per tutti al Porto Adriano, ma se lo si trova è segno di un giorno di festa...e in cantina ci sono ottime bottiglie per darne gloria.
Poi, a volte, ci sarebbe anche l’apparizione di Gaia, ma questa, questa è un’altra storia.

                                         — Pino De Luca,
   cliente affezionato e umilissimo cultore
             del buono e del bello sulla tavola